I Monti Troodos (Cipro)

Queste montagne di origine vulcanica dominano la parte occidentale dell’isola e sono state in passato fonte di ricchezza per Cipro con le loro miniere di rame e le loro foreste che fornivano legname per le costruzioni di navi mercantili e da guerra già dal I millennio a.C. Le attuali foreste sono relativamente giovani perché l’opera di rimboschimento è iniziata sotto il dominio inglese alla fine dell’ottocento e continua tutt’oggi sotto il controllo del Dipartimento Forestale cipriota, ma come in passato sanno proteggere gelosamente i tesori  naturali, religiosi, agricoli ed umani e sono diventate mete turistiche e luoghi di villeggiatura anche per gli isolani che trovano refrigerio dalla calura estiva e possono sciare nei mesi invernali sulla cima più alta, il monte Olimpio (1951 m. s.l.m.).

Chiese e monasteri

E’ tra queste valli e montagne che i monaci bizantini tra il XI e il XV secolo trovarono riparo dalla persecuzioni e dai pericoli dell’ incursioni arabe e fondarono monasteri, cappelle, piccole chiese, affrescate a volte in modo didascalico allo scopo evidentemente di illustrare alle popolazioni dell’epoca episodi dei Vangeli e storie dei Santi lasciandoci un capitolo importante sulla storia della pittura bizantina nell’isola ed infatti 10 di queste chiese sono state inserite dall’UNESCO nel Patrimonio dell’Umanità. Si tratta di piccoli edifici simili a fienili quasi sempre con un doppio tetto uno esterno spiovente che protegge dalla neve ed uno interno a cupola secondo lo stile bizantino come si può osservare in Agios Nikolas tis Stegis (S. Nicola del tetto) che deve il suo nome proprio al pesantissimo tetto aggiunto nel XIII secolo alla struttura originaria  del XI secolo. La chiesa è ciò che resta di un monastero che ebbe il suo massimo splendore nel periodo bizantino. Gli affreschi, all’interno, di epoche diverse XI, XII e XIV secolo e la particolare struttura hanno ascritto questa chiesa tra i monumenti del Patrimonio dell’Umanità. La chiesa in assoluto più interessante tra le 10 scelte dall’Unesco è senz’altro Panagia Forviotissa più nota come Panagia tis Asinou. Situata ai margini della foresta è una piccola chiesa ad una sola navata che faceva parte di un monastero oggi distrutto. Al suo interno custodisce i più raffinati e pregevoli affreschi bizantini dei Monti Troodos e i più antichi (1105/06) risalgono alla fondazione della chiesa e sono giunti a noi ancora in buono stato di conservazione nonostante il terremoto che ha colpito il complesso monastico e con ogni probabilità sono opera di un artista proveniente da Costantinopoli.

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Villaggi

Kakopetria. Nella valle di Solea a 660 metri di altezza si sviluppa sulle sponde del fiume Karyotis questo villaggio il cui nucleo antico è fatto di case di pietra addossate le une alle altre, ornate da balaustre e balconi, con scale di accesso in pietra ed accuratamente restaurate. Il suo nome “pietre malvagie” è legato ad una leggenda che racconta di alcune pietre allineate lungo il crinale e ritenute di buon augurio per le giovani coppie di sposi, un giorno però, forse per un terremoto, alcune pietre rotolarono sopra una copia appena sposata uccidendola. Da questo tragico fatto sarebbe derivato il nome del villaggio. Oggi all’ingresso della parte vecchia del paese un grosso masso sorretto da dei tiranti ricorda la leggenda. Omodos. Costruito sui pendii collinari dei monti Troodos è uno dei villaggi dedito alla produzione del vino. Un borgo pittoresco con strade strette ed acciottolate e nella piazza principale si apre l’ingresso al maestoso monastero di Timios Stavros (S.Croce) oggi trasformato in museo, ma nella chiesa è conservato un frammento della Santa Croce e brandelli della corda con cui fu legato Gesù Cristo, portati dall’imperatrice Elena di ritorno da Gerusalemme. Lefkara. Sulle colline del Sud-Est questo grazioso villaggio, dalle case azzurre recuperate su progetto europeo, deve la sua fama ai pizzi i “lefkaritika” che dal medioevo le donne del posto producono. Si narra che a diffondere la loro conoscenza ha contribuito anche Leonardo da Vinci che, in visita a Cipro per visionare le fortificazioni dell’isola, abbia qui comprato una tovaglia d’altare che poi donò al Duomo di Milano. Oggi per le tortuose stradine di Lefkara si aprono negozi non solo di merletti, ma anche di oggetti in argento altro artigianato locale ed il Museo dei Ricami e degli Argenti tradizionali bene evidenzia questa arte locale.

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